UANCIUFREE storia dell’Associazione
a cura di Carlo Sezzi, direttore artistico
La nascita di Uanciù... free è legata ad un evento se così si può dire “curioso” ovvero la clamorosa esclusione della Sardegna da quella sorta di mappatura del jazz italiano realizzata nel 2000 dalla rivista “Musica Jazz” attraverso la quale si tentava di fornire un quadro aggiornato, regione per regione, su materiali umani, eventi e movimenti legato al mondo del Jazz.
Conoscendo bene la levatura delle proposte, lo spessore artistico dei musicisti sardi e il considerevole numero di eventi legati al jazz che si tengono quasi esclusivamente (haimè!) nel periodo estivo, rimasi deluso da questa esclusione benchè l’allora capo redattore di Musica Jazz mi fece notare con ragione l’esistenza di una “sproporzione” tra il numero di eventi legati al Jazz realizzati in Sardegna e la scarsa produzione discografica e concertistica ad opera dei suoi musicisti anche in considerazione del ruolo marginale e secondario che in molti casi questi continuano ad avere anche nell’ambito di molti festival locali .
Da queste considerazioni e con l’intento di modificare nei fatti questi equilibri impropri e poco gratificanti muove i primi passi Uanciù….free .
La prima utile azione fu l’allestimento del Uanciù….free Music Festival cioè di una vetrina ad hoc dove poter presentare le migliori produzioni musicali realizzate da autori e compositori sardi.
Il festival, giunto quest’anno alla sua nona edizione, ha commissionato e censito oltre 60 produzioni originali, ha pubblicato tre dischi in completa auto produzione e, soprattutto, ha innescato un virtuoso meccanismo di produzione artistica e musicale dal quale sono scaturite importanti collaborazioni tra i nostri musicisti e alcune grandi firme della scena internazionale (Jhon Taylor, Al di Meola, Pierre Favre, ecc) della musica, della danza e del teatro.
Il Festival salutato con particolare favore dalle istituzioni culturali, dal mondo musicale , dalla stampa e soprattutto dal pubblico rappresenta oggi un punto di riferimento stabile al quale fare riferimento per tastare il livello di salute di cui evidentemente gode la scena musicale sarda sia che questa si muova nelle fila del Jazz “strictu sensu” sia che questa si muova a cavallo di altri generi, stili e linguaggi .
Il livello progettuale Uanciù….free non si limita tuttavia alla mera realizzazione di un festival ed evolve negli anni prendendo forme innovative, ambiziose e perciò spesso bonariamente provocatorie, come per esempio la fondazione del Consorzio Musicisti Quinto Moro Concerti , realizzata insieme ad altre realtà culturali presenti nell’isola e nato con il dichiarato intento di approfondire la conoscenza sul delicato rapporto che lega la musica al teatro e alla poesia .
Un altro livello abbastanza rappresentativo della progettualità e degli obiettivi di Uanciù….free è dato dalla Residenza Permanente di Produzione Artistica che a Settembre 2009 verrà inaugurata a Siniscola; strutturata come una vera e propria “casa del musicista” la Residenza di Produzione è pronta da quest’anno ad accogliere e sviluppare proposte, progetti e produzioni “made in Sardegna” con particolare attenzione a quelle dotati di una prospettiva e di una proiezione internazionale l’unica probabilmente capace di rendere onore e merito all’importante lavoro che Uanciù…free svolge con immutato entusiasmo da dieci anni.
La nascita di Uanciù... free è legata ad un evento se così si può dire “curioso” ovvero la clamorosa esclusione della Sardegna da quella sorta di mappatura del jazz italiano realizzata nel 2000 dalla rivista “Musica Jazz” attraverso la quale si tentava di fornire un quadro aggiornato, regione per regione, su materiali umani, eventi e movimenti legato al mondo del Jazz.
Conoscendo bene la levatura delle proposte, lo spessore artistico dei musicisti sardi e il considerevole numero di eventi legati al jazz che si tengono quasi esclusivamente (haimè!) nel periodo estivo, rimasi deluso da questa esclusione benchè l’allora capo redattore di Musica Jazz mi fece notare con ragione l’esistenza di una “sproporzione” tra il numero di eventi legati al Jazz realizzati in Sardegna e la scarsa produzione discografica e concertistica ad opera dei suoi musicisti anche in considerazione del ruolo marginale e secondario che in molti casi questi continuano ad avere anche nell’ambito di molti festival locali .
Da queste considerazioni e con l’intento di modificare nei fatti questi equilibri impropri e poco gratificanti muove i primi passi Uanciù….free .
La prima utile azione fu l’allestimento del Uanciù….free Music Festival cioè di una vetrina ad hoc dove poter presentare le migliori produzioni musicali realizzate da autori e compositori sardi.
Il festival, giunto quest’anno alla sua nona edizione, ha commissionato e censito oltre 60 produzioni originali, ha pubblicato tre dischi in completa auto produzione e, soprattutto, ha innescato un virtuoso meccanismo di produzione artistica e musicale dal quale sono scaturite importanti collaborazioni tra i nostri musicisti e alcune grandi firme della scena internazionale (Jhon Taylor, Al di Meola, Pierre Favre, ecc) della musica, della danza e del teatro.
Il Festival salutato con particolare favore dalle istituzioni culturali, dal mondo musicale , dalla stampa e soprattutto dal pubblico rappresenta oggi un punto di riferimento stabile al quale fare riferimento per tastare il livello di salute di cui evidentemente gode la scena musicale sarda sia che questa si muova nelle fila del Jazz “strictu sensu” sia che questa si muova a cavallo di altri generi, stili e linguaggi .
Il livello progettuale Uanciù….free non si limita tuttavia alla mera realizzazione di un festival ed evolve negli anni prendendo forme innovative, ambiziose e perciò spesso bonariamente provocatorie, come per esempio la fondazione del Consorzio Musicisti Quinto Moro Concerti , realizzata insieme ad altre realtà culturali presenti nell’isola e nato con il dichiarato intento di approfondire la conoscenza sul delicato rapporto che lega la musica al teatro e alla poesia .
Un altro livello abbastanza rappresentativo della progettualità e degli obiettivi di Uanciù….free è dato dalla Residenza Permanente di Produzione Artistica che a Settembre 2009 verrà inaugurata a Siniscola; strutturata come una vera e propria “casa del musicista” la Residenza di Produzione è pronta da quest’anno ad accogliere e sviluppare proposte, progetti e produzioni “made in Sardegna” con particolare attenzione a quelle dotati di una prospettiva e di una proiezione internazionale l’unica probabilmente capace di rendere onore e merito all’importante lavoro che Uanciù…free svolge con immutato entusiasmo da dieci anni.













