San Teodoro sarà lo scenario, dall’ 11 al 13 settembre, della 9a edizione del Uanciù…free Music Festival, “Il Jazz e la Canzone”.
Una selezione di qualità quella effettuata dal direttore artistico Carlo Sezzi che quest’anno privilegia la musica femminile. Ospiti del festival saranno infatti alcune delle donne più interessanti del panorama jazz e non solo, a livello nazionale ed internazionale.
VENERDI 11 SETTEMBRE
Il Festival si apre venerdì 11 settembre, con la performance del “Lauren Darlymple 5et”, nella cornice glam del Bal Harbour – www.balharbour.it – uno dei locali più rinomati di San Teodoro, dove alla musica dal vivo è riservata un’ “isola” al centro della piscina, quasi come un palco naturale.
Direttamente da Londra la voce jazz che tocca punte di passione “gospel” di Lauren Darlymple, con il suo quintetto formato dal contrabassista Neil Charles (UK), il sassofonista Matthew J. Telfer (UK). Con loro due ottimi musicisti sardi: Maurizio Pulina (pianoforte) e Carlo Sezzi (batteria).
Lauren con la sua voce “corposa” e calda riesce a stregare il pubblico. La sua voce inizia sottile con qualche accenno di canzone, e poi sale alta e ci mette tutta la vita dentro. Tutta se stessa.
Dice di lei il The Guardian, autorevole quotidiano inglese, “Un’interprete vibrante con texture brillanti e piene di energia ... che impartisce alla propria anima un sapore jazz, spingendo sempre ai limiti del pop-jazz tenendo sempre vivo il vibe”
Questa è Lauren.
Direttamente da Londra la voce jazz che tocca punte di passione “gospel” di Lauren Darlymple, con il suo quintetto formato dal contrabassista Neil Charles (UK), il sassofonista Matthew J. Telfer (UK). Con loro due ottimi musicisti sardi: Maurizio Pulina (pianoforte) e Carlo Sezzi (batteria).
Lauren con la sua voce “corposa” e calda riesce a stregare il pubblico. La sua voce inizia sottile con qualche accenno di canzone, e poi sale alta e ci mette tutta la vita dentro. Tutta se stessa.
Dice di lei il The Guardian, autorevole quotidiano inglese, “Un’interprete vibrante con texture brillanti e piene di energia ... che impartisce alla propria anima un sapore jazz, spingendo sempre ai limiti del pop-jazz tenendo sempre vivo il vibe”
Questa è Lauren.
SABATO 12 SETTEMBRE
Sabato 12 settembre, sempre al Bal Harbour – www.balharbour.it – è la volta di Rossella Faa con lo spettacolo Baa-Bà!
Cantante e compositrice Rossella Faa presenta Baa-Bà, il suo concerto-spettacolo una sorta di scatola magica da cui vengono estratte storie, fiabe e memorie, ricordi personali, canzoni interamente in lingua sarda.
La variante utilizzata dall’artista è quella Campidanese nelle sue molteplici inflessioni.
Sono storie che esprimono una direzione nel tempo e nello spazio e per questo motivo l’uso della lingua campidanese diventa qui la fonte primordiale di una forza, un senso di richiamo tra presente e passato. Come dicel’artista: “Le canzoni si trasformano in allusioni e sono il pretesto per riflettere sulle cose della vita,il tutto è farcito con quelle esagerazioni che condiscono l’esistenza”
La musica è un mix di mediterraneo, con influenze del nord, Africa, Brasile e tango, passando attraverso il filtro del jazz e della voglia di improvvisare con i suoni e con le parole. Sul palco, insieme a Rossella Faa (voce) ci sono Giacomo Deiana (chitarre) e Nicola Cossu (contrabbasso).
Mentre a partire dalle 20 per le vie del centro di Posada saranno animate dalla Uanciufree Marching Band con “Street Parade” Il suo organico, composto da musicisti di differente estrazione (molti dei quali già militanti in formazioni bandistiche operanti in Sardegna e in Italia) propone una gioiosa rivisitazione del repertorio dei primi anni del jazz caratterizzato tanto da motivi ancora oggi sconosciuti al grande pubblico quanto da celebri evergreen del New Orleans Style, del Ragtime e del Dixieland.
Cantante e compositrice Rossella Faa presenta Baa-Bà, il suo concerto-spettacolo una sorta di scatola magica da cui vengono estratte storie, fiabe e memorie, ricordi personali, canzoni interamente in lingua sarda.
La variante utilizzata dall’artista è quella Campidanese nelle sue molteplici inflessioni.
Sono storie che esprimono una direzione nel tempo e nello spazio e per questo motivo l’uso della lingua campidanese diventa qui la fonte primordiale di una forza, un senso di richiamo tra presente e passato. Come dicel’artista: “Le canzoni si trasformano in allusioni e sono il pretesto per riflettere sulle cose della vita,il tutto è farcito con quelle esagerazioni che condiscono l’esistenza”
La musica è un mix di mediterraneo, con influenze del nord, Africa, Brasile e tango, passando attraverso il filtro del jazz e della voglia di improvvisare con i suoni e con le parole. Sul palco, insieme a Rossella Faa (voce) ci sono Giacomo Deiana (chitarre) e Nicola Cossu (contrabbasso).
Mentre a partire dalle 20 per le vie del centro di Posada saranno animate dalla Uanciufree Marching Band con “Street Parade” Il suo organico, composto da musicisti di differente estrazione (molti dei quali già militanti in formazioni bandistiche operanti in Sardegna e in Italia) propone una gioiosa rivisitazione del repertorio dei primi anni del jazz caratterizzato tanto da motivi ancora oggi sconosciuti al grande pubblico quanto da celebri evergreen del New Orleans Style, del Ragtime e del Dixieland.
DOMENICA 13 SETTEMBRE
A chiudere il Festival, domenica 13 settembre al Bal Harbour,è un’altra bellissima voce “isolana”: Franca Masu, con “Animas Creuades”, - www.francamasu.com - .
Ànimas creuades è l’espressione di un riuscito equilibrio tra melodie mediterranee e musica moderna.
Si tratta di una rilettura particolare, confermata dai virtuosismi e le scelte stilistiche musicali del grande quartetto scelto da Franca Masu per aprirsi alla contaminazione e all’esplorazione di territori nuovi conservando il senso prepotente della tradizione.
Sono canzoni d’amore, di vita, di morte, di coste sussurrate alle onde del mare le canzoni che la Masu sceglie per questo omaggio alla passione. Insieme a lei il grande chitarrista Alessandro Girotto, Fausto Beccalossi alla fisarmonica, il contrabbassista Salvatore Maltana ed il fantasioso percussionista catalano Roger Soler.
Alghero è una porta aperta all’occidente iberico, da cui la Masu attinge con attenzione omaggiando la canzone popolare spagnola spingendosi fino alla Galizia e il Portogallo e passando per il grande autore catalano Joan Manuel Serrat.
Ma è pur vero che dalla città catalana di Alghero si può stringere anche un abbraccio ideale con le profonde sonorità delle canzoni siciliane e napoletane. Ecco perchè ànimas creuades, anime incrociate.
Ànimas creuades è l’espressione di un riuscito equilibrio tra melodie mediterranee e musica moderna.
Si tratta di una rilettura particolare, confermata dai virtuosismi e le scelte stilistiche musicali del grande quartetto scelto da Franca Masu per aprirsi alla contaminazione e all’esplorazione di territori nuovi conservando il senso prepotente della tradizione.
Sono canzoni d’amore, di vita, di morte, di coste sussurrate alle onde del mare le canzoni che la Masu sceglie per questo omaggio alla passione. Insieme a lei il grande chitarrista Alessandro Girotto, Fausto Beccalossi alla fisarmonica, il contrabbassista Salvatore Maltana ed il fantasioso percussionista catalano Roger Soler.
Alghero è una porta aperta all’occidente iberico, da cui la Masu attinge con attenzione omaggiando la canzone popolare spagnola spingendosi fino alla Galizia e il Portogallo e passando per il grande autore catalano Joan Manuel Serrat.
Ma è pur vero che dalla città catalana di Alghero si può stringere anche un abbraccio ideale con le profonde sonorità delle canzoni siciliane e napoletane. Ecco perchè ànimas creuades, anime incrociate.













